COMUNE DI BERGAMO

Gli asili nido e la sezione primavera del Comune di Bergamo


“Il bambino è insieme una speranza e una promessa per l’umanità” M. Montessori

Dal 2006 la Cooperativa Percorsi per Crescere collabora con il Comune di Bergamo attraverso la gestione di 5 nidi d’infanzia e una sezione primavera:

Nido d’infanzia “Il Pesco” – Monterosso
Via L. da Vinci, 5 Bergamo tel. 035 399934
Accoglie 32 bambini dai 3 mesi ai 3 anni

Nido d’infanzia “I Coriandoli” – Malpensata
Via Mozart, 2 Bergamo tel. 035 317682
Accoglie 32 bambini dai 3 mesi ai 3 anni

Nido d’infanzia “Il Ciliegio” – Boccaleone
Via P. Isabello, 6 Bergamo tel. 035 311777
Accoglie 38 bambini dai 3 mesi ai 3 anni

Nido d’infanzia “La Birba” – Città alta
Via Solata Bergamo tel. 035 399944
Accoglie 33 bambini dai 3 mesi ai 3 anni

Nido d’infanzia “Il Pioppo” – Celadina
Via D. Paci, 6 Bergamo tel. 035 294240
Accoglie 34 bambini dai 3 mesi ai 3 anni

Sez. Primavera “Arcobaleno” – Borgo Palazzo
Via Borgo Palazzo, 22 Bergamo tel. 035 399936
Accoglie 20 bambini dai 24 ai 36 mesi

Come per tutti i Nidi Comunali di Bergamo vi sono diverse possibilità nella scelta dell’orario di frequenza:

  • Tempo pieno: 7.30 – 16.30
  • Tempo prolungato: 7.30 – 17.30
  • Part-time mattutino: 7.30 – 13.30
  • Part time pomeridiano con pasto: 11.30 – 17.30
  • Part time pomeridiano senza pasto: 12.30 – 17.30
  • Sezione primavera: 7.30 – 16.30
  • I nidi e la sezione Primavera sono aperti dalla prima settimana di settembre a fine giugno con la possibilità, nel mese di Luglio, di prolungare la permanenza iscrivendosi al Centro Estivo.
  • Le iscrizioni si ricevono indicativamente durante il mese di maggio presso: l’ufficio Servizi per l’Infanzia, via Legrenzi 31 – Bergamo. tel 035 39 95 93 (lunedì, mercoledì e giovedì, 9.00 – 12.00; martedì e venerdì, 13.30 – 17.00). serviziinfanzia@comune.bg.it
  • Per ogni informazione: coordinamento.bg@percorsipercrescere.it

Il nostro impegno per la salute e la gioia del bambino

Ogni bambino dimostra fin dalla nascita di sapere cosa gli occorre ed è in grado di comunicarlo a chi si prende cura di lui. È una persona capace, con un’intelligenza creativa e con mani abili a costruire e sperimentare attraverso un percorso unico ed originale. È un esploratore instancabile, confronta gli oggetti fra loro, li osserva, li misura, li ricompone. Ama le cose semplici e le azioni raffinate, quelle che si possono ripetere da solo o in relazione con altri bambini.

Lo spazio come risorsa

Uno spazio “buono” per il bambino deve corrispondere al bisogno di sicurezza e di affettività, ma anche incoraggiare e sostenere il suo desiderio di conoscere.  Tutto è organizzato in modo da rispettare i suoi ritmi e suoi bisogni, lasciando spazio all’esplorazione del bambino. Ogni proposta è pensata in modo da favorire la possibilità di sperimentare, ed è sempre a disposizione del bambino che è libero di scegliere il suo tempo per giocare, accanto all’educatore che costruisce la regia e non interviene nel suo fare.

Ambientamento

I bambini piccoli hanno bisogno di tempo gradualità e di molta attenzione per separarsi dai genitori, per conoscere altre persone e acquisire nuove consuetudini di cura in un ambiente per loro tutto nuovo. Per questo motivo è importante un periodo di presenza al nido di un genitore che aiuti il bambino ad ambientarsi e a lui, genitore, di fidarsi del servizio. Il periodo è concordato strada facendo tra le educatrice ed il genitore e che in base alle esigenze manifestate dal bambino, alle sue abitudini e ai suoi tempi d’indipendenza dalla mamma. Indicativamente, dalla nostra esperienza, questo tempo è quantificabile in 2/3 settimane.

L’ intento non è quello di fare in modo che il bambino non si accorga di quello che sta accadendo o di evitare possibili momenti di difficoltà, ma piuttosto di favorire la costruzione di un rapporto significativo tra il bambino e la persona che si prenderà cura di lui; una persona a cui potrà affidarsi in caso di difficoltà o quando avrà bisogno di essere consolato per superare la tristezza del distacco dal genitore e per scoprire l’ambiente nuovo che diventerà sempre più familiare.

L’arrivo al nido

La giornata al nido inizia con l’ingresso dei bambini accompagnati dalla mamma o dal papà. È un primo passaggio delicato ed importante. Ogni giorno il bambino e il genitore attraversano l’esperienza della separazione con tutte le emozioni che porta con se. Togliersi la giacca, le scarpe, mettere gli antiscivolo, riporre tutto nel proprio armadietto sono semplici azioni che si ripetono ogni giorno uguali e che rassicurano il bambino. L’educatrice presente, grazie ad una sua presenza costante e al suo saluto giornaliero, conoscerà il modo personale attraverso il quale il bambino si separa dalla mamma o dal papà e parteciperà a questo momento rispettando i rituali che la coppia via via costruisce e i tempi diversi per ognuna di loro. Dopo aver salutato il genitore, il bambino viene accompagnato nella sala di riferimento.

Il mangiare insieme

L’organizzazione del momento del pranzo, ma anche dello spuntino e della merenda, vedono al centro il bambino. Fondamentale è una modalità fortemente individualizzata fino a quando il bambino non avrà raggiunto quel grado minimo d’autonomia che gli consentirà di affrontare il pranzo insieme ad altri. Con il passare dei mesi nuove richieste si affacciano: il bisogno di fare da soli, d’autoregolarsi nella quantità e qualità del cibo, di accettare o rifiutare, di sentirsi in una situazione conviviale, ma anche protetti da un adulto disponibile e realmente presente.  I bambini vengono aiutati a vivere in modo autonomo e responsabile l’esperienza del pranzo offrendo loro, una volta che avranno la possibilità di controllare i loro gesti, la possibilità di servirsi da soli il cibo, di versarsi l’acqua, di riporre la bavaglia e collaborare nell’apparecchiatura e nel riordino finale.  Stoviglie e posate sono scelte in modo da facilitare la progressiva indipendenza del bambino dall’aiuto dell’adulto.

La cura del corpo

Il momento del cambio e della cura di sé è un momento molto delicato; lavargli le mani, asciugargliele, spazzolargli i capelli, vestire e svestire un bambino creano con lui momenti di contatto. L’adulto che si occupa di lui compie queste azioni con delicatezza e tranquillità.
Le parole dette a toni bassi, i gesti pacati, gli sguardi che l’educatrice e il bambino si scambiano durante questi momenti, fanno sì che fra i due si instauri una relazione speciale data dal piacere di essere insieme. Aiutare il bambino a raggiungere l’autonomia significa mostrargli con pazienza “come si fa”, mettendosi, ad esempio, accanto a lui e lavandosi con calma le mani.

Dormire al nido

L’educatrice facilita il bambino in questo momento attraverso piccoli rituali come l’andare in bagno, il togliersi i vestiti e il pulirsi il viso. Il ripetersi quotidiani di questi gesti rassicura il bambino perché gli permette di prefigurarsi cosa succederà dopo, quindi di rilassarsi per poi abbandonarsi al sonno. La zona del sonno è preparata allestita con lettini o brandine bassi facilmente raggiungibili dai bambini che in autonomia possono scendere dal letto al risveglio; ogni bambino ha il suo lettino personale. Un’educatrice rimane presente in sala durante la nanna dei bambini per rispondere alle loro richieste, promuovendo così la serenità del sonno. È importante rispettare i tempi del riposo del bambino, evitando una brusca interruzione del sonno, e favorendo un lento e dolce risveglio.

Il ritorno a casa

la giornata al nido finisce con il ritorno di mamma o di papà. Per il bambino, come per il genitore è ogni volta un incontro emozionante: ritrovarsi, guardarsi ed ascoltarsi.
Come al mattino, un’educatrice, sempre la stessa, si occupa di questo momento, accogliendo il genitore e dandogli le informazioni sulla giornata del bambino poi l’educatrice entra in sala ed avvicinandosi al bambino gli comunica che è ora di tornare a casa. Durante questa breve attesa il genitore può leggere il diario nido – famiglia in cui le educatrici raccontano piccoli episodi della giornata al nido.

Costruire relazioni tra adulti

La partecipazione dei genitori alla vita del nido è considerata un elemento fondamentale che favorisce la continuità e la condivisione tra l’esperienza del bambino a casa e al nido e viceversa.
Per questo I genitori hanno a disposizione diversi modi per partecipare alla vita del nido, dagli incontri individuali, ai piccoli momenti di confronto quotidiano, agli incontri di sala e laboratori organizzati durante l’anno. L’accoglienza di un nuovo bambino riguarda sempre, senza alcuna eccezione, anche la sua famiglia, per questo è fondamentale progettare all’interno dei servizi, i tempi e gli spazi per costruire con le famiglie rapporti autentici.

Chi lavora al nido

Le persone che lavorano al nido cercano con professionalità e motivazione di far star bene il bambino e la sua famiglia. Le educatrici accolgono i bambini, si fanno carico del loro benessere, imparano a conoscerli individualmente attraverso un osservazione attenta e quotidiana e favoriscono ogni giorno una rete di relazioni tra i piccoli presenti e adulti che hanno cura di loro. Ogni educatrice si occupa di un piccolo gruppo di bambini, dando a ciascuno attenzioni individualizzate nei momenti di cura e nelle proposte di gioco messe a disposizione. La professionalità delle educatrici viene accresciuta negli incontri collegiali di progettazione e verifica delle strategie educative grazie anche alla presenza di un coordinatore.
Le collaboratrici socio assistenziali oltre ad avere cura dell’igiene e dell’ordine degli spazi e degli ambienti del nido, sono un riferimento quotidiano per i bambini e collaborano con le educatrici in alcuni momenti della giornata.