Tabelline, il metodo Montessori permette di impararle giocando

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Amate da un numero di bambini sempre in diminuzione, le tabelline rappresentano una delle tappe fondamentali che caratterizzano il percorso educativo di ogni alunno solitamente tra la terza e la quarta elementare. Vari sono i metodi che tutt’oggi esistono per il loro apprendimento ed il tradizionale prevede la memorizzazione meccanica, metodologia a volte assai difficile e poco gradita dai più piccoli. Quante volte non si ricordano le tabelline solamente perché la memoria o il loro utilizzo viene meno al quotidiano?

Il metodo Montessori prevede invece un approccio pratico. Era parere di Maria Montessori, fondatrice, che un insegnamento diretto, concreto, che coinvolgesse totalmente i sensi e l’emotività del bambino fosse il principio cardine per l’apprendimento delle tabelline. L’associazione visiva, logica e concreta di una forma geometrica permette il ricordo delle tabelline a distanza di molto tempo, anche se il loro frequente utilizzo viene meno. Imparare giocando, così da facilitare la memorizzazione attraverso un semplice strumento, il mandala delle tabelline. Questo strumento prende il nome dalla geometria che si viene a creare una volta che il procedimento si conclude.

Come funziona questo metodo? Su una tabella di legno viene disegnato un cerchio sul cui perimetro vengono raffigurati i numeri dallo 0 al 9, in senso orario e alla corrispondenza di ogni cifra è presente un chiodino. L’utilizzo è davvero semplice: il bambino deve avvolgere un filo di lana ai chiodini corrispondenti i numeri interessati in modo sequenziale. Se per esempio si deve imparare la tabellina del 2, il primo passo con cui intraprendere l’apprendimento consiste nel contare 2 chiodini in senso orario partendo dal punto principe, lo zero, e si gira il filo di lana intorno al chiodino fino a fissarlo. A questo punto il conteggio continua, dopo altri 2 chiodini si lega il filo facendogli fare qualche giro attorno al corrispondente del numero 4 e così via fino al punto d’inizio, che in questa tabellina assume il valore della prima decina. In questo modo si viene a formare la prima figura geometrica, che caratterizza la tabellina del 2. Per arrivare al traguardo della tabellina è sufficiente ricominciare il giro sulla traccia del disegno già creato. Questo metodo, infatti, indica solamente le unità, le decine si devono comunque ricordare mano a mano che si prosegue con la numerazione. Quando il bambino dovrà ripetere la tabellina del 2, sarà sufficiente che si ricordi la figura geometrica associata, in modo tale da rendere reale un concetto totalmente astratto. Ad ogni tabellina corrisponde una figura geometricamente differente dalle altre, in modo tale da non incorrere in errori o fraintendimenti nell’apprendimento.

Tratto da: Metodomontessori.it